sabato 30 gennaio 2010

Vuoi realizzare? Preparati ad irrealizzare!


Quando qualcuno eccelle particolarmente in un campo e ne vediamo i successi, tendiamo a pensare che tutto ciò che fa gli riesca particolarmente bene. Ma non è così. Non vediamo tutto il lavoro che permette agli output di successo di diventare tali.

Prendete il regista Tim Burton, per esempio. Tutti più o meno conosciamo i suoi film, perché sono famosi. Ma non conosciamo tutti i lavori che non sono andati a buon fine. Eccone alcuni: Catwoman, Conversations With Vincent, Dinosaurs Attack!, The Fall of the House of Usher, Geek Love, Go Baby Go, Hawkline Monster, Lost in Oz, Mai the Psychic Girl, Mary Reilly, Superman Lives, X: The Man With X-Ray Eyes.

Negli ultimi trent'anni egli ha speso un tempo enorme su progetti falliti. Per tutti i titoli sopra citati è stato svolto un lavoro, spesso complesso, che si è risolto in un nulla di fatto.

La seconda regola per il successo è realizzare. La prima è irrealizzare.

Oggi ho fatto il trasloco degli uffici e tra le carte ho trovato un fascicolo con i miei progetti irrealizzati. Me ne ero completamente dimenticato. Prima di uscire con "Percorsi Positivi", il mio primo libro, i progetti su cui ho lavorato sono stati ben dodici. Dodici! E vi posso assicurare che, rivedendoli, non erano niente male!

Tirate fuori le idee e presentatele, non preoccupatevi se non funzionano: state irrealizzando. E' il primo passo verso il successo. E' il passaggio obbligato per il secondo: realizzare.

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8 commenti:

Giorgio ha detto...

Ma allora tutte le cavolate che ho fatto.... Hanno un senso!!!!

Antonella ha detto...

Dunque: più tentativi facciamo, più probabilità abbiamo di ottenere un risultato.

Max ha detto...

Se mi permettete vorrei usare un proverbio siciliano: “ Cu mancia fa muddichi.”
Chi mangia fa briciole ovvero chi fa qualcosa inevitabilmente commette qualche errore.
Se non si rischia di incappare in fallimenti non si potrà mai arrivare al successo. Non parliamo di probabilità, ma di tirare fuori le idee e di svilupparle, senza pensare subito al risultato.
Il non fare e’ peggio di fallire.

Diego Agostini ha detto...

Max! Pensa che uno dei progetti di cui parlavo nel post, che non ho realizzato, si riferiva ad un libro intitolato "Tra il dire e il fare c'è di mezzo il manager -L'azienda guidata dai proverbi"!!!! Quando si dice il caso.... Ciao

Zewale Rovesta ha detto...

@Max
"Il non fare e’ peggio di fallire."

Hai scritto una Fantastica Verità!

Prezzemolina ha detto...

E anche Giorgio ha simpaticamente ragione! Quanti errori fatti ci sono tornati utili nella nostra vita? Se non altro per gli insegnamenti che ne abbiamo potuto trarre! Dopo qualche tempo, talvolta anni, riesco a vedere le cose piu' chiaramente, mi capita addirittura di ritrovare valide idee che avevo accantonato pensando non fossero all'altezza delle situazioni. La verita' e' che alle volte, per insicurezza, accantoniamo progetti soltanto perche' non li troviamo abbastanza "geniali"! Ma ci viene poi richiesto di esserlo? Non basterebbe semplicemente fare quanto di meglio possiamo? E poi il detto "non sbaglia chi non agisce" fa pensare agli ignavi danteschi... Brrr che paura!!!

Diego Agostini ha detto...

Ah Prezzemolina, eccoti qui. Scusate ma la conosco personalmente e vi posso garantire che è una delle migliori persone che ho mai avuto il piacere di incontrare. Ed è pure bella. Forse hai ragione: qualche volta dovresti avere più fiducia. Nelle occasioni in cui ti ho incontrato non hai mai voluto strafare, anche potendo. Però devo dire che è anche questo il tuo lato più interessante. Si, questo non volere emergere a tutti i costi, questa lieve insicurezza che però poggia su una personalità ben strutturata è ciò che ti rende unica. In una parola: sei una persona autentica. Difficile non volerti bene.

Marco F. ha detto...

questa si che è una grande verità alla quale magari mai ci è capitato di pensarci su'...