domenica 20 giugno 2010

Via quelle rotelle!

Quando ho tolto le rotelle alla biciclettina del mio bambino, lui non è stato per niente contento. Anzi, è entrato in ansia. Le rotelle non abituano ad andare in bicicletta, perché bisogna solo pedalare e dirigersi con il manubrio. Se non ci fossero le rotelle il bambino cadrebbe. Ma lui è tranquillo: ci sono loro, e per questo non farà alcuno sforzo per sviluppare il senso dell'equilibrio.

C'è un solo modo per imparare veramente ad andare in bicicletta: avere paura di cadere. Sarà solo in quel momento che ci daremo da fare per stare in equilibrio. Risolvendo il problema, impareremo ad andare in bicicletta.

Le abilità più importati nella vita non si preparano: si producono sul momento del bisogno, quando sono necessarie. Ma quel momento mette ansia, e noi cerchiamo di respingerlo. Il mio bambino, la prima volta che ha sperimentato la bici senza rotelle, mi ha chiesto di rimettergliele. Se lo avessi fatto, non avrebbe mai imparato ad andarci. Ha dovuto quindi affrontare e superare la sua ansia.

Per questo chiediamoci: quali sono le rotelle che in questo momento mi sto tenendo? Come posso fare per smontarle? Sono disposto a vivere qualche inevitabile stato di ansia in più? Se saprò farlo, sarà assicurata la mia crescita personale.

Ecco perché ti dico: affronta proprio le situazioni che vorresti evitare. Lascia che ti levino le rotelle. Oppure toglile tu stesso. In ogni caso: via quelle rotelle!

(C) Diego Agostini/Commitment 2010 - All Rights Reserved

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Accidenti, se hai ragione....!!!!

edisimo ha detto...

grande diego.

Anonimo ha detto...

Ottimo post. Ho visto che nel messaggio del profilo hai inserito un invito a connettrti alla tua pagina Facebook. Lo faccio subito. Grazie! Danilo.

Anonimo ha detto...

Ma allora quando ci manca qualche rotella non e' per forza una cosa negativa!!!

Anonimo ha detto...

Diego, ho appena finito due giorni di splendido corso con te, e volevo ringraziarti. E' stata una grande opportunita' incontrarti. Hai ragione: ognuno e' responsabile del suo destino. Vedo gia' le differenze di reazione fra i miei colleghi... Un salutone.