martedì 30 marzo 2010

Forse sei già morto e non lo sai


"Sai, adesso non posso, ..."; "Sono costretto a...."; "Vedi, mi obbligano a..."; "Non ho scelta, devo per forza..."; "Non ho alternativa, devo accettare..."

Quante volte hai sentito frasi come queste? O peggio, quante volte le hai pronunciate tu stesso?

Tutte le volte che mi sento dare spiegazioni del genere, io rispondo "Forse sei già morto e non lo sai". Nella maggior parte dei casi la gente si blocca, quasi sotto choc. Si, lo so, è un po' forte. Ma poi alla fine, quando ne spiego il motivo, i miei interlocutori mi ringraziano.

Quando qualcuno si sente costretto, obbligato, forzato ad accettare una situazione personale o lavorativa che non gli piace, non si accorge di fare un grave errore. Dimentica che, rispetto a quella situazione c'è sempre un'alternativa, bella o brutta che sia, da poter prendere in considerazione. Dimentica che se c'è un'alternativa, egli è all'interno di una scelta. Dimentica che se si trova all'interno di una scelta, di fatto la situazione che sta vivendo è frutto di una sua decisione. Magari spiacevole, ma pur sempre una sua decisione. Che può essere cambiata.

Quando dimentichiamo di poter scegliere, stiamo di fatto rinunciando ad esercitare il libero arbitrio. Il libero arbitrio è l'unico elemento dell'essere umano su cui nessuno, neanche Dio, può intervenire. La scelta non è mai esercitabile dagli oggetti inanimati. La scelta non è più esercitabile una volta morti. Dunque rinunciare alla scelta significa rinunciare alla vita. Significa essere già morti.

Ti senti così imbrigliato in una situazione da essere costretto ad accettarla? Prova a ragionare e vedrai che esistono alternative. Vedrai che puoi scegliere. Altrimenti, mi spiace dover essere io a dovertelo dire, sei già morto.

Writing by Diego Agostini/Commitment - All Rights Reserved

13 commenti:

Anonimo ha detto...

Tutto va cercato dentro noi stessi. In quell'angolo frontale della mente, dove prendono forma i pensieri, quelli che dettano le nostre azioni, le nostre decisioni, li e' la racchiusa la risposta ad ogni quesito. E cio' che ci accade attorno e' la riflessione di cio' che e' avvenuto dentro noi. Ed una proiezione e' spesso la cavia ideale per giustificare noi stessi. E aggiungerei: "Un uomo può fallire molte volte, ma non diventa un fallimento finché non comincia a dar la colpa a qualcun altro" E.R. Burroughs. Il segreto e' forse capire quanto assopita sia la fiamma che ci arde dentro...

Diego Agostini ha detto...

Molto bello.

Anonimo ha detto...

Un sacco di persone sono morte e non lo sanno...

Aldo ha detto...

a volte preferiamo pensare di non poter scegliere, piuttosto che avere il coraggio di scegliere.

Anonimo ha detto...

Accidenti! Non avevo mai pensato che fosse cosi' importante prendere una decisione...

Anonimo ha detto...

E' vero. Quando non stiamo bene in una situazione tendiamo a sentirci obbligati ad accettarla. Ma se ci sentiamo obbligati, diamo la colpa a qualcun altro della situazione in cui siamo. Il problema e' che, cosi' facendo, non facciamo nulla per risolverla. La percezione di non avere scelta va di pari passo con la deresponsabilizzazione ma anche con la depressione.

Anonimo ha detto...

Aldo, hai scelto tu di postare 3 volte lo stesso commento o qualcuno ti ho abbligato a farlo? O forse c'e' un terzo motivo che Diego non ha contemplato: i sistemi informativi!!!!

Anonimo ha detto...

Nella vita tutte le volte in cui non ho scelto o ho delegato la scelta ho sbagliato.

Anonimo ha detto...

Fantastico post.

Zewale Rovesta ha detto...

bellissimo articolo!

E' importantissimo decidere consapevolmente le proprie azioni senza cadere nei fossati dei condizionamenti esterni e dei meccanismi abitudinari

Diego Agostini ha detto...

Grazie Zewale! A proposito: per chiunque stia leggendo: andate a vedervi il bellissimo blog di Zewale, se volete comrare il suo nuovo e-book lo trovate lì. CIao! http://www.animalibera.net/p/blog-page.html

Manuela ha detto...

Domanda: come si puo' scegliere, se non si è piu' in grado di ascoltarsi? Di comprendere cosa è meglio per noi e dove l'istinto vuole portarci?...
E se si ha paura? Di sbagliare, di farsi male, didididi....
C'è un momento in cui un'illuminazione puo' farci da guida? Come cercarla?
Grazie Diego, le tue riflessioni sono sempre troppo preziose...

Diego Agostini ha detto...

Grazie Manuela. Rimango colpito quando leggo commenti come il tuo, quello di Rossella (il primo), quello di Zewale. Dopotutto ho pensato TF! proprio per imparare io qualcosa da voi.