domenica 8 giugno 2008

L'arte di vedere

Ho incontrato un mago veramente abile. Alla fine dei suoi sorprendenti giochi prestigio mi sono avvicinato per fargli i complimenti. Con l'occasione gli ho chiesto: "qual è la distanza minima che deve rispettare uno spettatore perché non si accorga dei trucchi?" La sua risposta è stata veramente interessante: "Se è un adulto non c'è problema, basta che io abbia lo spazio per muovermi". "Perché, se invece lo spettatore è un bambino le cose cambiano?" Chiesi. "Certo che cambiano!", rispose. "Noi Maghi abbiamo "paura" dei bambini. Scoprono i trucchi. Vedi, il bambino sa veramente guardare. L'adulto no. L'adulto applica schemi. Se io alzo la bacchetta ed il cappello tu non vedi me, ma applichi un tuo schema "uomo che alza bacchetta e cappello". Il bambino invece vede questo uomo che alza questa bacchetta e questo cappello. Sa vedere veramente, e scopre il trucco.

Straordinario, vero? Il bambino ha uno sguardo "vero" sulla realtà. Se vede una palla che rotola vede quella palla che rotola, quasi il rotolare fosse intenzionale. L'adulto applica lo schema "palla che rotola", e pensa ad altro: il suo mutuo da pagare, l'auto da portare in officina....

Quante cose ci perdiamo con lo sguardo dell'adulto? Pensiamo di vedere la realtà, ma vediamo gli schemi che applichiamo ad essa. Ciò blocca la nostra creatività. Proviamo a ritornare bambini quando guardiamo ciò che succede intorno a noi... per farlo dobbiamo imitarli: fare finta che tutto sia intenzionale ed animato, e porci come se non sapessimo nulla di ciò che ci sta intorno, come se dovessimo apprendere tutto da zero.


Writing by Diego Agostini/Commitment, all rights reserved

1 commento:

WELCOME! ha detto...

yes..
...uno degli innumerevoli pregi dei bimbi è che hanno un cervello incontaminato da pregiudizi-condizionamenti vari...

Purtroppo crescendo subiscono (subiamo) un indottrinamento tale da ridurre drasticamente le loro (nostre) reali potenzialità creative