sabato 1 agosto 2009

Think Fresh, Think Small!



Sono arrivato da qualche giorno negli Stati Uniti e dal primo, solito giro in libreria, ho subito notato una novità, quest'anno. Nel giro di pochissimo tempo sono usciti almeno tre libri su uno stesso identico tema: fare di meno, ridurre.

Eccoli qui: Less: Accomplishing More by Doing Less, di

Tutti sostanzialmente dicono la stessa cosa: è finito il momento di esagerare. Mi ha colpito il fatto che questi titoli svettassero in primo piano nello scaffale del settore business, mentre alcuni best seller tipo "Trump: pensa da Milionario" (il cui motto è "think large, live great") fossero finiti in fondo, quasi al margine, scartati.

E' finito il tempo del "Think Big". Ora è il momento del "Think Small".
Perché pensare piccolo? Perché non è più il momento di sprecare risorse ed energie. Personali, ambientali, umane. E' il momento di eliminare l'inutile, arrivare all'essenziale, al pratico. E' il momento di eliminare ciò che è pura appa
renza per privilegiare la sostanza.

Ridurre significa risparmiare energie, soldi, inquinamento. Con un vantaggio per se stessi e per gli altri.

Ma cosa vuol dire pensare "small"? Vi risparmio di leggere i libri, anche perché
dubito che verranno pubblicati in Italia. Si può pensare small per qualsiasi aspetto della nostra vita: basta ridurre dove prima avremmo inutilmente abbondato. Per esempio, secondo Leo Babauta si possono rendere più semplici: le e-mail (testi più corti), l'utilizzo di internet (limitarsi il tempo, lavorare scollegati), i compiti quotidiani (darsi obiettivi semplici, scomporre in risultati facilmente raggiungibili).

Ma dopotutto la risposta pratica non va cercata nei libri che in sé dicono poco, perché è il concetto ad essere forte: si è aperta una nuova era : quella che privilegia la semplicità e va all'essenziale.


Writing by Diego Agostini/Commitment - All Rights Reserved




4 commenti:

Anonimo ha detto...

Era ora! Finalmente cominciamo a vivere NELLE nostre possibilita' e non sopra, come abbiamo fatto finora. Pensare small ci porta a rispettare l'ambiente e contemporaneamente a rispatrmiare soldi.

Massimiliano ha detto...

L'idea e' bellissima, ma passerà molto tempo prima di vedere qualche applicazione, specialmente qui da noi in Italia. L'economia attuale e' basata sul superamento delle proprie possibilità, sul credito al consumo, sullo spreco, all'inseguimento di un sottocosto continuo dei centri commerciali e di prodotti creati per essere gia' vecchi o inutilizzabili prima di averli finiti di pagare. Pensare small significa tornare ad una vita più semplice, produrre meno ma meglio, tornare ad avere dei ritmi di vita più vicini all'essere umano e non alle macchine che stiamo diventando.

Diego Agostini ha detto...

In effetti anche qui negli USA ho avuto la stessa impressione. La riduzione all'essenziale non è un comportamento diffuso. Ma è importante rilevare la tendenza. Per esempio, le auto grosse ci sono ancora ma se ne vendono sempre di meno. Lo stesso vale per il cibo: non vedo più sui tavoli dei ristorante le montagne di avanzi che qualche anno fa mi capitava di osservare... Stiamo a vedere. Ciao

Anonimo ha detto...

Stavolta è una domanda che voglio lasciare sperando possa stimolare riflessioni utili per tutti voi, e per me, se vorrete consigliarmi…
Vivo serenamente senza possedere un auto (ma con un muto per la casa) a Firenze a 500 mt da dove lavoro. Ho ottenuto buoni risultati nel lavoro tanto che recentemente la mia azienda mi ha voluto premiare offrendomi un posto “prestigioso che mi darà sbocchi di carriera”, che però dista 90 km e non è servito da mezzi.
Probabilmente anche se rifiuto sarò comunque trasferito, e stavolta senza troppi “sbocchi”.
Come possiamo tentare di convertire il mondo che ci circonda al “Think Small”??