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giovedì 23 giugno 2011

Aspetta un secondo!

L'altra mattina ero in casa e stavo facendo tre cose contemporaneamente. Suona la sveglia del Blackberry e mi precipito a spegnerlo. Poiché avevo le mani bagnate, ho rischiato di rovinarlo per niente. Se avessi aspettato un secondo in più, avrei trovato una soluzione migliore. Ce ne potevano essere a decine. Solo che, in quel momento, non ci ho pensato: mi sono venute in mente subito dopo.

Un secondo in più avrebbe fatto la differenza fra una soluzione ed una soluzione buona. Non erano necessari processi di pensiero complessi e tecniche di problem solving particolari. Bastava soltanto lasciare alla mente un secondo in più di tempo. Lei avrebbe fatto tutto da sola e lo avrebbe speso bene.

Pensiamoci: tendiamo a reagire alle situazioni buttandoci verso l'obiettivo e dando per scontato che ciò che stiamo facendo sia l'unico modo per raggiungerlo. E se invece aspettassimo un secondo in più?


(C) Diego Agostini/Commitment 2011 - All Rights Reserved

sabato 12 giugno 2010

Il campanello delle 3 erre

Ti sarà capitato di sentire suonare un campanello d'allarme, magari in qualche luogo pubblico. La reazione di solito è una pronta attivazione: si cerca di capire se sia capitato qualcosa di importante. Ma nella maggior parte dei casi il campanello suona per niente: magari qualcuno ha aperto inavvertitamente una porta d'emergenza.

Una cosa è certa: se il suono del campanello persiste, dopo un po' crescono il disagio e l'insofferenza. E' dunque opportuno disattivare l'allarme.

Ora, immagina che il suono dell'allarme rimanga attivato per ore, giorni. Non te la prenderesti con colui che lo dovrebbe disattivare? Non riterresti del tutto idiota lasciare suonare per niente un campanello?

Bene, sappi che con il campanello delle tre erre facciamo esattamente così. Il campanello delle tre erre è un campanello interiore, che si attiva non appena nella nostra mente si apre, anche inavvertitamente, una porta di emergenza. Poi però rimane acceso finché non lo disattivi.

Ma che cos'é questo campanello? Le tre erre sono tre sensazioni che già conosci: Rimorso, Rimpianto, Rammarico. Sono rivolte al passato, per cui del tutto inutili. La loro utilità è appunto quella dell'allarme. Si attivano nel presente per segnalare una situazione che potenzialmente potrebbe ripetere esperienze negative passate. Il loro ruolo è quello di evitarci di ripetere errori. Poi però basta: non servono più a niente. Il campanello va spento. E invece noi spesso stiamo li a rimuginare, a ripensare, a martoriarci. In questo caso il campanello non si spegne, rimane acceso. Inutilmente.

Ma come va spento il campanello? Semplice. Quando si attiva una delle tre erre (Rimorso, Rimpianto; Rammarico), se persiste significa che non stiamo lavorando per reagire alla situazione segnalata dall'allarme. Pertanto dobbiamo chiederci: perché si è attivato? Cosa posso fare, anche di minimo, per risolvere il problema attivato? Come per il campanello reale, anche per quello interiore la soluzione è una sola: l'azione.


(C) Diego Agostini/Commitment 2010 - All Rights Reserved

sabato 5 giugno 2010

La prova dei fatti.


Nel suo capolavoro Il giovane Holden Salinger descrive una situazione dove una donna si commuove fino alle lacrime in un cinema, durante la proiezione del film. Ma il protagonista avverte: se pensate che quella donna avesse il cuore tenero, vi sbagliate. "Io le stavo vicino, con lei c'era un ragazzino che si annoiava a morte ed aveva bisogno di andare al gabinetto, e lei non ce l'ha voluto portare. Continuava a dirgli stare fermo e di fare il bravo. Aveva il cuore tenero suppergiù come un lupo, accidenti".

Ecco la prova dei fatti. Al di là di ciò che la gente mostra, al di là di ciò che dice, al di là di ciò che ci appare, sottoponiamo gli altri alla prova dei fatti. Verifichiamo noi direttamente la realtà effettiva, prendiamone coscienza anche se non rientra nelle nostre aspettative e nel modo con cui siamo abituati a vederla.

Un amico dice che sei la persona che più stima al mondo ma non ti telefona mai? Il numero di chiamate è la prova dei fatti. Un cliente dice di stimarti immensamente ma utilizza altri fornitori? Quanto ricorre a te è la prova dei fatti. Un capo dice che sei bravo ma dà l'aumento a qualcun altro? Quanti soldi ricevi è la prova dei fatti. Un collega dice di apprezzare il tuo lavoro ma poi prende una decisione che ti penalizza? La decisione che ha preso è la prova dei fatti.

Noi spesso ci fermiamo a quello che ci appare, che ci dicono, che ci fanno credere. Reagiamo all'idea del comportamento dell'altro, non al comportamento effettivo. Perché? Perché spesso abbiamo paura delle conclusioni cui potremmo arrivare. Comincia a sottoporre l'immagine che hai degli altri alla prova dei fatti. Non giudicare tu: lascia giudicare a loro. Vedrai come rapidamente cambierai idea su molte persone.

(C) Diego Agostini/Commitment 2010 - All Rights Reserved

sabato 24 aprile 2010

Quella è leadership

Quando ti trovi a scontrarti con qualcuno per convincerlo di qualcosa che va più a suo che a tuo vantaggio, quella è leadership.

Quando vorresti mandare tutti a quel paese ma poi ti rimbocchi le maniche, quella è leadership.

Quando non accetti lo standard richiesto o condiviso ma detti un tuo livello, quella è leadership.

Quando accetti di non apparire pur di far accadere un risultato in cui credi, quella è leadership.

Quando non ti chiedi "perché... loro..?" ma "come... io...?", quella è leadership.

Quando non ti chiedi perché devi fare qualcosa se gli altri non la fanno, ma la fai e basta, quella è leadership.

Quando lavori per il successo degli altri, e quello diventa il tuo successo, quella è leadership.

Quando non pretendi di essere per forza approvato, ma prosegui nella strada in cui credi, quella è leadership.

Quando l'energia che dai è maggiore di quella che ricevi, quella è leadership.

Quando, mentre fai tutto questo, ti viene da pensare "è pura coglioneria"... ricordati che quella è leadership.


Diego Agostini


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