Sono andato a trovare un amico che non vedevo da tempo. Un grande professionista, il migliore che conosca nel suo campo. Purtroppo, a causa del comportamento poco etico di alcuni suoi partner, si trovava nella situazione di dover ricominciare tutto daccapo. Non era più proprietario del marchio che aveva rappresentato per anni e della base clienti che lui stesso aveva costruito.
Mi raccontava pertanto che ora doveva rifare tutto ciò che aveva già fatto vent'anni prima, all'inizio della sua carriera. Telefonare ai potenziali clienti, vedersi trattare con sufficienza, scrivere mail senza ottenere risposta... "Pensavo di non dover fare ancora tutto questo" mi disse.
Ma proprio mentre me lo diceva, notavo una luce nei suoi occhi. Un lampo di vitalità che da un po' di tempo non gli vedevo. Uno slancio che da tempo non aveva. Un'energia che da tempo gli mancava.
Tutti ambiscono a raggiungere una posizione in cui non debano chiedere ma concedere, non debbano corteggiare ma essere corteggiati, non debbano rincorrere ma essere raggiunti. Spesso la gente si siede comodamente su sedie che consentono di poter dire di "no", di ignorare, di assumere posizioni di superiorità. Sono le posizioni più pericolose, perché danno l'illusione di essere arrivati. Danno uno strano senso di onnipotenza che fa dimenticare il rispetto per gli altri.
E' nella posizione in cui bisogna inseguire, in cui bisogna fare fatica per ottenere le cose, che emergono le risorse migliori. E' in quelle posizioni che si tirano fuori l'aggressività positiva, la voglia di arrivare al risultato, la resistenza alle frustrazioni, il coraggio di osare, la capacità di riprendersi e continuare. E' in quelle posizioni che si diventa persone migliori, perché si capisce la fatica di chi chiede e non si nega mai un colloquio, una telefonata, una mail.
Sei tu ad inseguire? Non preoccuparti della fatica e delle frustrazioni. Sarai tu ad arrivare al traguardo, non chi non è nemmeno mai partito.
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