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domenica 15 marzo 2009

Sai tornare all'inizio dell'anno?

La maggior parte delle persone inizia l'anno facendo un sacco di buoni propositi. Probabilmente anche tu ti sei ripromesso di cambiare alcune cose della tua vita. Poi... che succede? Basta qualche settimana e tutto ritorna come prima.

Siamo in marzo. Sono già passati quasi tre mesi. Come stai andando con gli impegni che avevi preso con te stesso? Te li ricordi, almeno? 

Nella maggior parte dei casi lo slancio di inizio anno si perde. Perché? Per due motivi. Prima di tutto, formuliamo male gli obiettivi. O li esprimiamo in termini vaghi ("voglio migliorare", "voglio che sia l'anno giusto") o ce ne diamo troppi ("devo cambiare il mio modo di fare, aumentare le mie entrate, diventare più competente nel mio lavoro, migliorare il mio fisico... ". 

Il secondo motivo è che non li scriviamo. Scrivere i propri obiettivi ci spinge a chiarirci le idee e a fare un atto con noi stessi. CIò che è scritto parla al nostro "io" profondo ed ha più probabilità di avverarsi, perché le parole su carta hanno un significato di realtà immensamente più alto rispetto a quelle solo pensate.

Avanti, dunque. Sei ancora in tempo, anzi questo è il  momento giusto perché privo dei facili e spesso effimeri entusiasmi di inizio anno. Prendi un quadernetto e riscrivi gli obiettivi (o, meglio, un solo importante obiettivo) che ti sei dato all'inizio dell'anno. Oppure scrivine di nuovi per la prima volta, se non te ne eri posti. E porta il quadernetto con te per verificarne lo stato di avanzamento e segnare le azioni correttive... solo così potrai vedere i tuoi proprositi realizzarsi.






sabato 29 novembre 2008

Sai tirare la cordicella?

Abbiamo portato a casa un bel palloncino rosso, che naturalmente è volato subito sul soffitto della sala. Filippo, che ha cinque mesi, lo guardava agitando le sue braccine ma naturalmente non riuscendo a prenderlo si è messo subito a piangere. Andrea invece ha preso una sedia e con un  po' di fatica, dopo qualche tentativo, è riuscito ad afferrare la cordicella e, tirandola, a prendere il palloncino.

Semplice? Certo. Ma ragioniamo un attimo: noi ci comportiamo spesso più come Filippo che non come Andrea. Se sostituiamo il palloncino con qualsiasi cosa possa essere desiderata, notiamo che la gente in generale passa il tempo a lamentarsi di quanto è difficile da raggiungere e quanti ostacoli ci sono. Quante volte abbiamo sentito qualcuno che si lamenta di uno stipendio che non arriva? Sta fermo a guardare il palloncino invece di guardare la corda che potrebbe permettergli di prenderlo.

Molto spesso la gente vede i palloncini ma non riesce a capire che per averli deve tirare una corda. Spesso non riesce nemmeno ad individuarla, anche se basta un po' di osservazione. E quando la corda viene individuata, spesso non sa come tirarla, nè fa un minimo sforzo per trovare un sistema per farlo. E se poi il sistema è stato individuato, non è detto che voglia fare la fatica di attuarlo. E quindi il palloncino rimane lontano. E via con le lamentele.

Ma allora cosa dobbiamo fare con i nostri desideri? Ciò che ha fatto andrea con il palloncino:

1. Individuare la corda
2. Trovare il modo di tirarla
3. Essere disposti a fare la fatica di tirarla.

E' l'unico modo per poterli realizzare. 



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