Visualizzazione post con etichetta efficacia personale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta efficacia personale. Mostra tutti i post

domenica 20 febbraio 2011

Se hai paura di cadere, cadrai.

Vi presento il ponte di Campolungo, fotografato oggi di buon mattino. E' ormai in disuso, costruito parecchi anni fa per permettere ad uno skilift di superare un ripido dislivello.

Quando si veniva trainati sul ponte l'adrenalina saliva perché gli sci si impennavano, la fune del piattello tirava, i bordi scorrevano veloci. C'era un certo pericolo perché non esisteva via di fuga e, se cadevi, un guardiano doveva essere pronto a fermare tutto e venire a soccorrerti.

Io ci sono caduto, una volta. Non ci potevo credere, ma sono caduto. Statisticamente non era probabile cadere: prima di tutto perché chi ci andava era già abbastanza bravo, e poi perché passando sul ponte l'attenzione raddoppiava.

Ed allora perché sono caduto? Perché ero appunto attento a... non cadere. Quando abbiamo paura l'attenzione si concentra sull'oggetto della nostra paura. L'inconscio ci guida sempre verso ciò che occupa la nostra attenzione. Se non riusciamo a riconcentrarla in positivo, essa lavorerà proprio per spingerci verso ciò che non vogliamo, e cioè la cosa di cui abbiamo paura.

Le paure si avverano: se hai paura di cadere, cadrai. Ricordatelo, la prossima volta che devi affrontare una prova importante, una persona difficile, una riunione complessa.


(C) Diego Agostini/Commitment, 2011 - All Rights Reserved




Il ponte di Campolungo è visibile dalla seggiovia che da Campolungo porta alla cima Motta, in Valmalenco (SO).

sabato 6 febbraio 2010

Hai il coraggio di essere te stesso?


Fai una rapida revisione della settimana appena passata. Quante sono le persone che ti hanno mentito, che non hanno mantenuto le promesse, che hanno distorto l'evidenza, che si sono lamentate di te con altri e di altri con te? Probabilmente molte. Purtroppo il mondo è pieno di comportamenti di questo genere. Di solito chi si comporta in questo modo lo fa perché si crede ( o tenta di essere) più "furbo" degli altri.

Probabilmente questi comportamenti distorti ti hanno fatto provare rabbia o sofferenza. Ebbene, devi sapere che le prime vittime di questi comportamenti sono proprio le persone che li mettono in atto. Non si rendono conto che il danno provocato agli altri corrisponde ad un danno provocato a se stessi. L'errore in cui di solito si cade è credere che il rapporto con se stessi sia separato da quello con gli altri. Ma non è così.

La misura con cui si entra in rapporto con gli altri determina il limite della misura con cui entriamo in rapporto con noi stessi, e viceversa. Se non vogliamo bene agli altri, non vogliamo bene a noi stessi. Facci caso: le persone molto severe con gli altri sono, prima di tutto, severe con se stesse. Entrare in contatto con noi stessi è vitale per la nostra salute fisica e psicologica. Ma ecco che se non sappiamo entrare in contatto con gli altri, questo ci risulterà impossibile.

Osserva chi pensa di essere furbo, chi trova scorciatoie, chi falsifica le carte nella relazione. Ti accorgerai che a poco a poco diventa artefatto, artificiale in tutto ciò che fa. Perfino il suo viso diventa una maschera.

Noi non vogliamo diventare così, vero? Ma come fare per evitare questo? Semplice: essere se stessi. Ma per essere se stessi ci vuole coraggio. Il coraggio di dire "ho sbagliato", il coraggio di ammettere un problema, il coraggio di dire le cose che si pensano, con grande rispetto dell'altro. Il coraggio di dire la verità ed essere franchi. Di non cercare scorciatoie.

Tutto questo ha un nome: autenticità. E il coraggio è necessario, per essere autentici.


Writing by Diego Agostini/Commitment - All Rights Reserved