lunedì 13 ottobre 2008

Fatti assumere dal mondo!

Mi trovavo in un elegante hotel per un corso di formazione. Uno dei partecipanti ad un certo punto chiese di spegnere le luci della sala. "Ci vediamo lo stesso, c'è abbastanza luce naturale... così risparmiamo un po'". Tutti furono d'accordo, e così spegnemmo i forti faretti alogeni. Ecco una persona assunta dal mondo. 

Ecco una persona che ragiona in termini di vantaggio per tutti. Spegnendo le luci è consapevole di consumere meno energia e di produrre meno anidride carbonica, e quindi contribuire anche se in piccolo, a ridurre il global warming. E' consapevole che spesso un gesto utile per l'ambiente lo è anche per il portafogli, anche se questa motivazione non è certo la prioritaria: il suo non era minimamente toccato, in quella situazione.

Ho scoperto che molti di noi sono assunti dal mondo: sono tutti coloro che sentono di avere un eco-task, un compito chiave che lo può migliorare, anche di poco. In quasi tutte le case c'è uno spegnitore di luci, una persona che si è fatto assumere con questo eco-task. Interviene quando c'è qualche luce lasciata accesa in una stanza e la spegne. Spesso su dieci lampadine accese, ne arriva a spegnere sette-otto. 

Pensa che vantaggio per l'ambiente, con tanti eco-worker di questo genere! Dai, fatti assumere anche tu. E' l'unico posto di lavoro dove il task te lo scegli tu.


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martedì 23 settembre 2008

E' la tua passione che ti fa ricordare

Sta iniziando l'estate e squilla il mio telefonino, mentre sono in una pausa di lavoro. E' la voce felice di Francesco, mentre guida sulla strada per le vacanze: "Ciao Diego, stiamo andando al mare ed il mio mambino mi ha chiesto di mettere la canzone di Lucy. Così ho pensato subito a te e ti ho chiamato". La canzone è "Lucy in the sky with diamonds" dei Beatles. Francesco sa che sono un grande appassionato della loro musica. "Tuo figlio è un grande!" Rispondo. "Digli che quest'estate da Liverpool gli porto un regalino. 

Prova a riflettere. A chi pensi durante la tua giornata anche se non è lì fisicamente presente? A chi ha una passione così forte da avere lasciato il segno. Io quando sento parlare di montagna automaticamente penso a Michele. Quando l'Inter vince o perde penso ad Alessandro, anche se non lo sento da tempo.  Quando mi parlano di poesia mi viene in mente Adriana. La musica italiana anni '60 mi fa pensare a Sergio, il Lido di Venezia a Francesco.

La mia mente va alla persona che più di ogni altra proverebbe un'emozione se fosse al mio posto. Sono le passioni che ci fanno ricordare, perché noi ricordiamo chi ha passione. E' attraverso le nostre passioni che noi viviamo con gli altri, anche se non lo sappiamo. E' attraverso le passioni che gli altri vivono con noi, anche se non lo sanno. almeno finché non glielo diciamo, come ha fatto Francesco con me. Fai come lui: la prossima volta se, per qualunque occasione o notizia, qualcuno ti viene mente per la sua passione, chiamalo. Ti posso garantire che gli farai un bel regalo.


P.S. Nella foto sono con John, il custode della casa di Paul McCartney al 20 Forthlin  Road di Liverpool. "Ciao, sono un fan dei Beatles e sono pagato per vivere nella casa di Paul", cosi si è presentato. Un vero appassionato. Un paradosso: indovinate a chi penso quando mi viene in mente la casa di Paul........


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domenica 6 luglio 2008

Il principio dell'altalena

Chi ha voglia di dare un'occhiata al video, troverà un'esperienza che tutti abbiamo fatto: l'altalena. Mio figlio Andrea va piano, mi chiama, io inizio a spingerlo e prende velocità. Va avanti per un po' e poi lascio. Pian piano l'altalena si ferma e lui scende.

Questo vale per tutto ciò che riguarda la nostra vita. Quando spingiamo l'altalena per farla partire ci mettiamo energia, così come ci impegnamo in tutte le cose nuove che iniziano. Ma ecco che l'energia iniziale non basta. Ad ogni "ritorno" l'altalena ha bisogno di nuove spinte. Semplicemente per mantenere la velocità impressa, senza necessariamente aumentarla, dobbiamo mettere ogni volta nuova energia. Perché avviene questo? Per un fenomeno chiamato "entropia", che ci dice che qualsiasi "sistema" perde energia. Energia che deve essere compensata con nuova energia perché continui a funzionare.

Il principio dell'altalena ci dice che, se non immettiamo costantemente energia nei nostri "sistemi", essi si fermano. Quali sono i nostri sistemi? Pensa a tutte le persone che conosci e con le quali sei in contatto. Sono quelli, i sistemi. Secondo il principio dell'altalena, all'inizio della relazione con marito, moglie, fidanzata, capo, collaboratore, socio, cliente, fornitore non è difficile imprimere un certo movimento. Ma se poi non alimentiamo la relazione con altre spinte, l'altalena si ferma. Le relazioni muoiono.

Cerca di capire quali sono le "spinte", e cioè come puoi immettere energia utile nelle relazioni che hai instaurato. Alcuni piccoli esempi: dedicare un po' di tempo al tuo partner per capire i suoi problemi e le sue emozioni, giocare un po' più a lungo con i tuoi bambini, fare loro una sorpresa, invitare a acena o a un aperitivo i colleghi, chiedere al capo come poter essere un collaboratore migliore, ritagliare un articolo di giornale pensando a chiunque di questi ed inviarglielo....

Ci sono infiniti modi di spingere un'altalena, ma un solo unico principo: le spinte servono per farla funzionare, se non le darai essa si fermerà e la persona scenderà. Ed a quel punto non potrai prendertela con chi scende: se ci tieni a quella persona, l'altalena la devi spingere tu.

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sabato 28 giugno 2008

Giro giro tondo cambia il mondo

Vi presento Filippo! E' il mio secondo bimbo, nato domenica scorsa. Questo è il motivo per cui (me ne scuso) arrivo un po' in ritardo con questo post.

La foto qui a fianco l'ho fatta circa un'ora dopo la sua nascita. Un bambino: quale migliore esempio di think fresh?

Ho riflettuto a lungo per trovare delle parole di augurio per la sua vita, da dedicargli. Ma non mi veniva in mente nulla.

Poi... credete alle coincidenze? Il mio primo bimbo, Andrea, ha insistito per essere portato al parco dell'idroscalo. Non l'aveva mai fatto. Mai con quella insistenza. Da subito dopo la nascita del fratellino non mi ha mollato un attimo, finché ho ceduto e l'ho accompagnato. Entrando nel parco sono rimasto folgorato. Il playground è dedicato a Giorgio Gaber, straordinario artista di Milano, la mia città. Credete alle coincidenze? Gli uffici della società di consulenza che ho fondato, Commitment, prima erano proprio gli studi di Gaber. E... credete alle coincidenze? nell'ingresso al parco c'è una targa con le parole di una delle sue ultime canzoni, il suo testamento spirituale. Uscita nel 2003, l'anno di nascita di Andrea.

non indicate per loro una via conosciuta
ma se proprio volete insegnate soltanto la magia della vita


Non li avviate al bel canto, al teatro alla danza, ma se proprio volete raccontategli il sogno di un'antica speranza. Queste parole mi hanno fatto riflettere. Non dobbiamo augurare niente ai bambini, dobbiamo augurare qualcosa a noi adulti. Loro sono già Think Fresh, noi dobbiamo solo stare attenti a non rovinarli. Solo così il mondo potrà migliorare.

Seguirò il tuo consiglio, Giorgio Gaber: non insegnerò nulla a Filippo senza raccontargli un sogno.

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Non insegnate ai bambini
non insegnate la vostra morale
è così stanca e malata potrebbe far male
forse una grave imprudenza è lasciarli in balia di una falsa coscienza.
Non elogiate il pensiero
che è sempre più raro
non indicate per loro una via conosciuta
ma se proprio volete insegnate soltanto la magia della vita.

Giro giro tondo cambia il mondo.

Non insegnate ai bambini non divulgate illusioni sociali
non gli riempite il futuro di vecchi ideali
l'unica cosa sicura è tenerli lontano dalla nostra cultura.
Non esaltate il talento che è sempre più spento
non li avviate al bel canto, al teatro alla danza
ma se proprio volete raccontategli il sogno di un'antica speranza.

Non insegnate ai bambini
ma coltivate voi stessi il cuore
e la mente stategli sempre vicini
date fiducia all'amore il resto è niente.

Giro giro tondo cambia il mondo.
Giro giro tondo cambia il mondo

domenica 15 giugno 2008

Pensiero Fresco per il tuo business

Lo so, l'immagine non rende l'idea. Ma l'ho messa solo per visualizzare il posto, e non per fargli pubblicità (non ne hanno bisogno). si tratta della pescheria "da Claudio" che si trova a Milano dalle parti di via Cusani.

Che cos'ha di speciale? beh, le vetrine sono delle opere d'arte, lo riconosco anch'io che non amo il pesce. Prezzi naturalmente da gioielleria. E fin qui tutto come dal copione di una pescheria del centro. Ma "da Claudio" hanno saputo pensare veramente fresco, come il pesce che vendono. E se ci andate durante l'ora di pausa capite perché.

Il luogo dove si vende il pesce si trasforma in luogo dove lo si degusta. Uno straordinario pesce fresco, accompagnato da un bicchiere di vino bianco. I pratica, hanno saputo trasformare tutti i vincoli di una pescheria i opportunità, creando un nuovo business ristorativo affiancandolo a quello di vendita.

Una pescheria lavora di meno durante l'ora del pranzo? Bene, trasformiamola in mini-ristorante. In pescheria non c'è spazio per tavoli e sedie? Poco male: si mangia in piedi, appoggiandosi ad appositi tavolinetti. Così in poco spazio ci stanno un mare di persone. Mangiare in piedi significa non perdere tempo, così la rotazione è più elevata, e gli incassi salgono. Questo non dà fastidio ai clienti, perché non aspettano e degustano dell'ottimo pesce, per poi farsi quattro passi prima di rientrare in ufficio e sedersi alla scrivania. Alla cassa non c'è fila, perché esiste un solo piatto a prezzo fisso: tutto è molto rapido dall'ordinazione al pagamento al ricevimento. Acqua minerale a volontà compresa nel prezzo, da distributori accessibili a chiunque. Qualità insuperabile: il pesce è freschissimo (naturalmente). Margini elevati, in quanto non ci sono intermediari per l'approvvigionamento della materia prima... ed in più può essere utilizzata quella meno "pregiata" ma ugualmente di qualità (un pesce brutto una volta tagliato è uguale ad uno bello) lasciando i pezzi migliori per l'esposizione di vendita.

Complimenti a chi ha avuto la capacità di vedere la possibilità di trasformare in questo modo il proprio business, sapendo arricchirlo senza snaturarlo.

E tu sei in grado di trasformare tutti i vincoli della tua attività in altrettante voci di incasso? Dai, comincia subito a pensare fresco... come il pesce di Claudio!


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domenica 8 giugno 2008

L'arte di vedere

Ho incontrato un mago veramente abile. Alla fine dei suoi sorprendenti giochi prestigio mi sono avvicinato per fargli i complimenti. Con l'occasione gli ho chiesto: "qual è la distanza minima che deve rispettare uno spettatore perché non si accorga dei trucchi?" La sua risposta è stata veramente interessante: "Se è un adulto non c'è problema, basta che io abbia lo spazio per muovermi". "Perché, se invece lo spettatore è un bambino le cose cambiano?" Chiesi. "Certo che cambiano!", rispose. "Noi Maghi abbiamo "paura" dei bambini. Scoprono i trucchi. Vedi, il bambino sa veramente guardare. L'adulto no. L'adulto applica schemi. Se io alzo la bacchetta ed il cappello tu non vedi me, ma applichi un tuo schema "uomo che alza bacchetta e cappello". Il bambino invece vede questo uomo che alza questa bacchetta e questo cappello. Sa vedere veramente, e scopre il trucco.

Straordinario, vero? Il bambino ha uno sguardo "vero" sulla realtà. Se vede una palla che rotola vede quella palla che rotola, quasi il rotolare fosse intenzionale. L'adulto applica lo schema "palla che rotola", e pensa ad altro: il suo mutuo da pagare, l'auto da portare in officina....

Quante cose ci perdiamo con lo sguardo dell'adulto? Pensiamo di vedere la realtà, ma vediamo gli schemi che applichiamo ad essa. Ciò blocca la nostra creatività. Proviamo a ritornare bambini quando guardiamo ciò che succede intorno a noi... per farlo dobbiamo imitarli: fare finta che tutto sia intenzionale ed animato, e porci come se non sapessimo nulla di ciò che ci sta intorno, come se dovessimo apprendere tutto da zero.


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sabato 24 maggio 2008

Acqua fredda sulle idee

Come regoli l’acqua quando ti lavi il viso al mattino o ti fai una doccia? Probabilmente sei abituato a scegliere una temperatura tiepida, “piacevolmente” calda.

Eppure l’acqua fredda tonifica, attiva, sollecita. Qualche spruzzo di acqua fredda, anche se non piacevole all’inizio, una volta accettato si rivela sferzante e vitalizzante. Sì, l’acqua tiepida rassicura ma anestetizza. Quella fredda invece è sgradevole ma sveglia.

La stessa cosa vele per le idee. Quando facciamo un lavoro e lo sottoponiamo agli altri per un giudizio, spesso ci comportiamo esattamente come con la doccia. Cerchiamo l’acqua calda. Che vuol dire cercare il consenso, l’approvazione, le cose “che vanno bene”. La maggior parte delle volte che chiediamo un parere, il nostro interlocutore sa che a noi piace l’acqua calda e ce la darà. Ci dirà che va tutto bene per non rischiare di ferirci. Eviterà di sottolineare le cose meno positive.

Cerchiamo invece di far fare alle nostre idee una bella doccia con l’acqua fredda. La prossima volta che chiedi un parere, fatti dire cosa non va bene e cosa, secondo il tuo interlocutore, deve essere migliorato. Agisci sulla manopola del freddo. Vedrai, se l’interlocutore è sincero ti dirà quali sono, fra le tue idee o proposte, quelle più deboli. Non sarà piacevole sentire la sensazione del freddo sulle idee, ma quando ti renderai conto di come questo le vitalizzerà, ti accorgerai quanto è utile.


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