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mercoledì 25 agosto 2010

Zoom out!


Quasi sempre, quando c'è un problema, tendiamo a concentrarci troppo su di esso. Ciò intensifica la nostra negatività e la nostra rabbia, peggiorando la situazione.


Ieri il mio bambino è caduto in un gioco-truffa (City Story), scaricando una "app" gratuita dall'iPad, che conteneva in realtà un gioco a pagamento. Inconsapevole che i crediti del gioco erano collegati a denaro reale, ha prelevato 500 dollari dalla carta di credito. Una vile trovata per imbrogliare i bambini, di cui mi meraviglio che la Apple si faccia complice.


Si può immaginare lo stato d'animo di disappunto mio e di mia moglie mentre attivavamo i canali disponibili per risolvere il problema (con il customer care della Apple praticamente inesistente). In questi momenti veramente la negatività può prendere facilmente il sopravvento.


Che fare allora? La risposta è: zoom out. Allargare il campo.


Quando si ha un problema, restringere il campo sul problema non serve a niente. Fa perdere la percezione della realtà. Bisogna inserire il problema in una prospettiva più ampia, per recuperare equilibrio e capacità di giudizio. Zoom out. Ok, rischiamo di perdere 500 dollari. Ma allarghiamo il campo: nessuno si è fatto male, nessuno ha perso il posto di lavoro, la casa c'è ancora. 


Lo zoom out aiuta a riaffrontare il problema con maggiore serenità. Ricordatelo, adesso che stai per tornare dalle vacanze e riaffronterai i problemi di lavoro. Zoom out.




(C) Diego Agostini/Commitment 2010 - All Rights Reserved

giovedì 8 ottobre 2009

Il reset emozionale

questo è un potentissimo esercizio che ti permetterà di dare equilibrio e controllo ai tuoi stati emotivi.

Da fare nel proprio letto, prima di addormentarsi. Il primo passo è sintonizzarsi sull'emozione prevalente della giornata. Per esempio, se ci hanno fatto molto arrabbiare pensiamo: "rabbia" e rievochiamo quella emozione. Non sarà difficile, perché ci accorgeremo di averne già le sensazioni fisiologiche. Concentriamoci su di esse. Sentiamo i muscoli dello stomaco che si contraggono, la tensione del torace. Questa e la partenza. Poi via con il reset emozionale. Evochiamo un'altra emozione, quella che che ci viene in mente, in modo casuale, bella o brutta che sia. Esempio: "Stupore". Sentiremo come cambia lo stato fisiologico e muscolare. Poi, raggiunta la dimensione dello stupore, possiamo pensare: "Perplessità". E accompagneremo lo stato fisiologico per poterla riprodurre a livello emotivo. Poi "Curiosità"; "Gioia"; "Dubbio"; "Soddisfazione". E via via sentiremo le sensazioni correlate.

Vedrai come diventerai capace di passare facilmente da uno stato emotivo all'altro. Ricordati che devi agire sulle sensazioni corporee per riprodurlo. Puoi facilitare l'attivazione fisiologica con qualche immagine mentale, ma liberatene subito per concentrarti sul corpo.

Ti accorgerai degli straordinari benefici di questo esercizio. Il primo è la possibilità di addormentarsi prima e più serenamente, soprattutto dopo una giornata tesa. Poi, durante il giorno, noterai un forte miglioramento dell'autocontrollo. Si, perché con questa pratica ti renderai conto di poter attivare lo stato emotivo che vuoi tu, senza subirlo. Se, per esempio, ti faranno arrabbiare, riconoscerai subito le sensazioni della rabbia. E solo pensando "serenità" o "concentrazione" attiverai lo stato che più si addice a quella situazione. La rabbia scomparirà o per lo meno si ridurrà, e la situazione sarà di nuovo sotto il tuo controllo.

Writing by Diego Agostini/Commitment - All Rights Reserved